Tradizione e gastronomia di Romagna
Mercoledì, 23 Luglio 2008Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, unite nel segno della tradizione gastronomica della Romagna.
Pierlorenzo Rossi, direttore de L’altra Romagna, ha da poco presentato il libro Mangiare in Romagna, un’opera realizzata per promuovere i prodotti del territorio dell’alta Romagna che vanno dalla piadina al brodo, dalle minestre ai secondi di carne e pesce, senza dimenticare dolci, liquori e vini.
Il volume, 190 pagine suddivise in 11 capitoli, propone un lavoro di ricerca finalizzato a tramandare ricette e notizie sulle principali usanze e tradizioni del mangiare in Romagna. Nulla di esaustivo, ma solamente una sorta di raccolta ragionata e variegata. Non un libro di semplici ricette, ma uno strumento per metter a frutto i ricordi e costruire esperienza, per fare della memoria un uso quotidiano da ritrasmettere in particolare negli agriturismi, ma anche nella ristorazione di taglio tradizionale.
Mangiare in Romagna ha visto la piena collaborazione delle province della Romagna, di Casa Artusi, dell’Associazione delle Strade dei Vini di Romagna Terre del Sangiovese.
Tutto questo nel rispetto della stagionalità e territorialità delle ricette, quasi sempre legate a specifici eventi o momenti dell’anno e valorizzando sempre e il più possibile prodotti tipici, tradizionali, locali, a marchio Dop ed Igp, Stg, in particolare per quanto riguarda alcuni condimenti come il sale (di Cervia) l’olio extravergine di oliva (Brisighella e Colline di Romagna), lo scalogno, i formaggi, i salumi e la carne.
Nel libro le poesie in romagnolo di Aldo Spallicci si alternano alla lista degli ingredienti, le citazioni tratte dalla Scienza in cucina e l’Arte di Mangiare Bene di Pellegrino Artusi preparano il terreno ad aneddoti e approfondimenti di studiosi della tradizione romagnola, da Vittorio Tonelli a Graziano Pozzetto: una sorta di rievocazione dei profumi e dei sapori di una volta, attualizzati e proposti per le tavole di oggi.
Fonte: www.romagnaoggi.it