CiocoPaese premia il Caffè Centrale

lunedì, 27 ottobre 2008

Il week-end appena trascorso ha “immerso” Riccione in un’atmosfera morbida e vellutata: quella del cioccolato.

La manifestazione CiocoPaese ha fatto il pieno di presenze grazie ai 20 mila visitatori che hanno letteralmente preso d’assalto gli stand gastronomici, alla ricerca del sottile piacere regalato dall’alimento degli dei per eccellenza, da sempre celebrato fin dall’epoca dei Maya.

Una delle curiosità più gradite della manifestazione è stata l’enome stecca realizzata, per l’occasione, dalla Pasticceria Staccoli: ben 80 kg di cioccolato distribuito ai visitatori e terminato quasi istantaneamente. Per sfatare l’opinione comune che il cioccolato fa male e per sottolineare, invece, la capacità proteica ed energetica del cioccolato, la stecca in questione è stata rotta da una signora al settimo mese di gravidanza.

La festa si è rivelata un evento di elevata qualità sia per quanto riguarda l’allestimento degli stand sia per i prodotti e le degustazioni proposte al vasto pubblico. Nell’ambito della manifestazione, inoltre, lo stand del Caffè Centrale si è aggiudicato il premio per l’allestimento più bello, onorificenza che l’anno scorso si era aggiudicata il Panificio Bianchi.  I colori dell’autunno, con frutta e nastri gialli e rossi, hanno regalato una nota romantica e nostalgica ai visitatori dello stand del Caffè Centrale, mentre l’aroma della cioccolata fumante e quello di crepes e biscotti hanno inebriato col loro profumo.

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Rimini, giovani in gara per parlare latino

lunedì, 13 ottobre 2008

Si svolgerà il 24 ottobre a Rimini la gara di latino per il premio “Ludus Hadriaticus” per giovani – sono ammessi anche i seminaristi – in età compresa fra i 18 e i 22 anni.
Promosso da don Romano Nicolini, il concorso è sostenuto dal liceo Classico “G. Cesare” di Rimini, in memoria del concittadino monsignor Guglielmo Zannoni, primo latinista della Santa Sede per oltre 30 anni.

La gara consiste nella versione in italiano di un brano di latino classico, scelto da un apposita giuria, non più breve di 20 righe e non più lungo di 40.

Il primo concorso per giovani dopo i 18 anni risale al 2006, a Riccione – ha detto a ZENIT don Romano Nicolini –. Anche allora si chiamava LUDUS HADRIATICUS. Si organizza un simile concorso per dare continuità agli altri due. LUDUS JUVENILIS è per i ragazzi delle medie – ha raccontato. Si è svolto a maggio del 2008 presso la scuola media ‘Panzini’ di Rimini”.
“LATINUS LUDUS è la memoria storica di ogni LUDUS – ha aggiunto –. Si svolge da 21 anni nel comune di Mondaìno (Rimini) e raccoglie gli studenti dalla prima alla quinta liceo”.
“Il LUDUS HADRIATICUS offre la possibilità di vincere 2000 euro a  giovani fra i 18 e i 22 anni – ha sottolineato –. Come tutti sanno, a questa età si va incontro alle forti spese della università. Si pensa che il dare un sostegno a chi studia latino sia un investimento sul terreno della cultura più genuina e duratura”.

Alla domanda se il latino debba essere considerato una lingua definitivamente morta, il sacerdote ha risposto che “la lingua latina è poco parlata ma ciò non significa che sia senza una eminente capacità di servizio. Anche Dante è morto e con lui anche alcuni suoi vocaboli ma nessuno – spero! – avrà il coraggio di dire che Dante non ha più nulla da dire all’uomo d’oggi”.
“Il latino e il greco sono alla base della nostra civiltà – ha ricordato il sacerdote –. Se vogliamo che il contributo dato dal nostro paese all’Occidente non vada perduto a favore di altre civiltà e religioni, dobbiamo salvaguardare la nostra identità”.
“E’ stata proprio essa che ha dato la possibilità a tutti  di esprimersi e di proporsi alla nostra attenzione”, ha poi concluso.

Fonte:
www.zenit.org

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Riccione e la carbonara di Renato Gualandi

mercoledì, 17 settembre 2008

E’ il 22 settembre del 1944 e all’Hotel Domus Mea ci si appresta a preparare la cena per il comando alleato. Un giovane cuoco bolognese, Renato Gualandi, da poco trasferito a Misano Adriatico, città natìa della moglie Laura, raccoglie, fra i vari ingredienti a disposizione, delle uova e della pancetta affumicata con cui realizza il condimento per il primo piatto: spaghetti alla carbonara.
Una ricetta che dà vita ad un successo che negli anni non si è mai spento.

Domenica 21 settembre, nei locali di Villa Mussolini, Riccione rivendica il ruolo di capitale della carbonara con una cena a invito per rievocare quella che, come vuole la leggenda, 64 anni fa rivoluzionò la storia degli spaghetti.

Come si prepara una carbonara con tutti i crismi? E’ presto detto: la pasta dev’essere cotta al dente, non troppo dura nè troppo cotta e… alla fine una spolverata di pepe macinato.
Se siete rimasti delusi dalla spiegazione non vi resta che sperare di essere fra i fortunati partecipanti alla cena. La rievocazione, infatti, riporterà gli ospiti alle atmosfere della cena originale e al suo delizioso menù, con camerieri in divisa militare, sosia dei generali e un’orchestrina che suonerà musiche di Gershwin e Dixieland. Dulcis in fondo – ed è proprio il caso di dirlo – i plum cakes alti un metro e mezzo che riproducevano le Torri di Bologna, citta natale dello chef.
L’ottantottenne Gualandi, che da quella cena ha aumentato negli anni sempre più il suo prestigio a livello internazionale, verrà insignito del titolo di “inventore della carbonara” dal Sindaco di Riccione Daniele Imola.
Un’onorificenza che va ad un uomo che ha saputo trasmettere la sua passione e la sua creatività nei piatti cucinati per nobili e capi di stato come la Regina d’Olanda, Charles De Gaulle e Jacques Chirac, e personalità varie fra cui Enzo Ferrari, Cesare Zavattini e Indro Montanelli.

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