Rimini: Convegno sul ricambio generazionale degli albergatori

Il rischio è «quello di perdere il patrimonio più prezioso che abbiamo: la cultura dell’ospitalità, la vera bandiera del turismo riminese». Perché molti hotel riminesi sono ancora a gestione familiare, «ma pochi sono preparati a ‘gestire’ l’inevitabile passaggio di consegne da una generazione all’altra». Qualche consiglio, allora, ha provato a darlo ieri l’università di Rimini, con il convegno promosso dal master in servizi turistici su Il passaggio generazionale nelle imprese turistico alberghiere.

All’Università convegno sul ricambio generazionale degli albergatori: “Gli Hotel restino un affare di famiglia”

Concluso dalla testimonianza di Manlio Maggioli, «il convegno - spiega Marcella Gola, docente dell’ateneo riminese e coordinatrice dell’incontro - è nato da un’esigenza quanto mai attuale. Quasi tutti gli hotel a gestione familiare di Rimini, e sono molti, stanno vivendo il problema di come ‘tramandare’ la gestione dal capofamiglia alle nuove generazioni.

Questo trapasso è tutt’altro che facile, per tanti motivi: non sempre i figli o i nipoti sono interessati o preparati a mandare avanti l’impresa, e al tempo stesso la famiglia tende a mantenere il proprio hotel così com’è, senza rinnovarlo». «Molte famiglie - conclude la Gola - finiscono così davanti a un bivio: meglio dare l’hotel in affitto d’azienda, o sfruttare l’immobile in maniera diversa?». Degli hotel trasformati in residence e condomini in questi anni se ne sono visti tanti, così come di alberghi dati in affitto. Ma il punto, ribadito anche ieri nel corso del convegno, è che «si possono fare scelte diverse, per mantenere così la gestione dell’hotel e dare quell’innovazione che oggi - sottolinea la Gola - è indispensabile».

Affidarsi a un buon direttore di albergo, cercare consulenti esterni, e preparare i figli o i nipoti, futuri titolari degli hotel, a essere pronti a raccogliere l’eredità: queste le ricette date ieri durante il convegno, che ha anche illustrato le possibili forme giuridiche da adottare. «Solo in questo modo - conclude la Gola - si può difendere quella cultura dell’ospitalità che è, da sempre, il grande patrimonio del turismo riminese».

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