PIADINA E GIADINA: SARA’ SFIDA?

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Chi di noi non conosce la Piadina?

Chiunque abbia messo piede, almeno una volta, nelle terre della Romagna, ha sicuramente assaggiato o perlomeno visto uno dei nostri prodotti tipici, la Piadina.

Semplice, di facile accostamento, è stata riconosciuta un alimento sano e genuino.

Inizialmente veniva trovata unicamente nelle tavole delle famiglie contadine, come sostituto del pane, soprattutto nei momenti di povertà più accentuata, perché preparata con un impasto che procurava maggiore sazietà; poi con gli anni ha vissuto un’evoluzione che le ha fatto acquisire una fama non solo nazionale.

Passeggiando tra le strade di New York, infatti mi è proprio capitato di imbattermi in una Piadineria ed il fatto di trovare la cosiddetta “line” non mi ha sorpresa. La Piadina si mangia calda oppure fredda ed è buonissima sia da sola che farcita con verdure, salumi, formaggi o addirittura con la Nutella.

Come qualsiasi prodotto di fama mondiale, anche la Piadina è stata sottoposta a varianti e dalla sua prima apparizione sulle tavole più umili, è arrivata perfino in Fiera.

La novità però è che giusto ieri, 16 febbraio 2009 al PIANETA BIRRA BEVERAGE & CO. di Rimini Fiera, ha debuttato la variante di questa tipicità romagnola ad opera del giovane chef veneziano Gregori Nalon.

Giadina, ecco il nome del nuovo prodotto destrutturato.

Nalon ha infatti preso una classica piadina romagnola cotta, l’ha frullata, poi impastata con il latte e ricomposta grazie alla polvere k, un addensante completamente naturale.

L’impasto così ottenuto è stato spolverato con un composto di ben 8 farine tostate in grado di riequilibrarne la consistenza e poi cotto in forno.

Giadina è stata servita ricoperta da un flan di stracchino, prosciutto crudo croccante e rucola fresca accompagnata da una birra Konig Pils. 

Quale sarà ora la reazione dei romagnoli? Accetteranno la “modifica” considerandola una reinterpretazione, un’innovazione di un prodotto così famoso, o si sentiranno provocati, perché privati di quello che è uno dei nostri segni distintivi?

Personalmente, credo che rivisitare un prodotto, come ha fatto lo chef veneziano, non faccia perdere di unicità la nostra piadina, perché la preparazione non è esattamente la stessa, quindi anche il risultato non sarà il medesimo. Non ho ancora avuto il piacere di assaggiare Giadina, ma credo che anche il sapore sia differente, anche se di poco. Quindi vorrei rassicurare chi si sentisse attaccato, perché “l’imitazione” esiste solo quando una cosa funziona e la nostra Piadina ha dimostrato di saper emergere e continuerà a farlo.

 

 

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